Il Ristorante Belvedere a soli 25 Km da Milano e 15 da Bergamo, si colloca in un’ambiente moderno, elegante e raffinato, in grado di rispondere alle esigenze dell’uomo d’affari di oggi... ma è un luogo di grande interesse anche per gli amanti di storia, di arte e cultura e di natura.
Vaprio d’Adda è un piccolo paese di soli 6000 abitanti, dal piccolo ma ricchissimo centro storico, composto da strette vie che si snodano tra le belle ville e le piccole chiese, che nei secoli ha visto il passaggio di illustri personaggi della storia da Leonardo a Napoleone.

Giungendo da Milano, una tappa merita la piccola chiesa romanica di San Colombano, situata a lato dell’ingresso dell’Ospedale cittadino.
La datazione della costruzione attuale viene fatta risalire al primo quarto del XII secolo, ma il basamento e alcuni particolari fanno pensare a strutture precedenti. La semplice facciata a capanna è arricchita da un bel portale strombato e da alcune sculture. L’interno merita uno sguardo all’abside e ai lunotti sovrastanti le porte laterali con chiari richiami all’arte celtica, cultura del mondo del monaco irlandese a cui è dedicata la chiesa.

Centro del paese è la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Nicolò , opera neoclassica di Luigi Cagnola; sul timpano mosaico eseguito su disegni del celebre artista contemporaneo Prof. Trento Longaretti. L’interno a navata unica vede opere del pittore vapriese Natale Riva che morì nel 1895 proprio mentre dipingeva “Il Sacrificio di Isacco”. Il bel campanile, costruito su disegni del Conte di Somaglia, è il punto di riferimento, visibile da tutto il paese.
Curiosità: la chiesa è famosa in Lombardia per un famoso detto dialettale “laverà per la gesa da Vaver” , appropriata espressione per indicare un lavoro fatto senza compenso.



La vera bellezza di Vaprio sono le sue numerose ville, databili al XVIII secolo, affacciate sul promontorio che domina la valle tra Adda e Naviglio: Palazzo Simonetta-Archinti, che ospita il Municipio, Villa Visconti, Villa Sioli Guidoboni, Villa Falcò Paleni, Villa Pizzagalli, Villa Pizzi-Guidoboni e Villa Monti Robecchi, che ospita il Ristorante Hotel Belvedere.

Tra tutte si distingue Villa Melzi, un’imponente costruzione del XIV secolo, da sempre proprietà della Famiglia Melzi, conosciuta e ammirata in tutto il mondo per il soggiorno tra il 1506 e il 1513, del grande Leonardo Da Vinci.
L’allora padrone di casa, Francesco Melzi, fu suo allievo prediletto, tanto che, alla morte del grande Leonardo, ne fu l’erede universale.
Leonardo rimase incantato dal soggiorno in questi luoghi, tanto da imprimerli in molte sue opere, ora ospitate in gran parte dalla Regina Elisabetta nella Library di Windsor e in molti altri musei del mondo.
Del passaggio del maestro rimane traccia all’interno di Villa Melzi in un dipinto conosciuto come “Il Madonnone”, ovvero una Madonna con bambino in un tondo di tre metri di diametro, realizzato sicuramente dalla sua scuola, ma che pare veda anche la mano di Leonardo.

Ma la vista di Vaprio tra Adda e Naviglio, rimase impressa anche a molti altri artisti famosi, che la scelsero come sfondo per le loro opere, tra cui Gaspar Van Wittel e  Bernardo Bellotto.

Una visita meritano anche la “Casa del Custode delle Acque”, l’antica Dimora della Reg. Camera per i guardiano delle acque, la famosa “Duca Visconti di Modrone”, stabilimento tessile produttore da secoli di pregiati velluti oggi cimelio di architettura industriale così come la “Cartiera” passata dai Monaci Cistercensi, alla proprietà Maglia-Pigna, ai Binda, tutt’ora funzionante, grazie ad una multinazionale.

Agli amanti della natura consigliamo una passeggiata lungo la strada pedonale che partendo da Vaprio, correndo tra Adda e Naviglio nel territorio tutelato dal Parco Adda Nord, porta verso Trezzo sull’Adda, in località Concesa, dove ha inizio il Naviglio Martesana.

Una piccola sosta merita il “Salecc”, oggi parchetto verde grazie al risanamento effettuato da un gruppo di volontari, ma che un tempo fu un laghetto su cui si specchiavano dei salici, da cui trae il suo nome.
In questo punto, dove l’Adda riceve le acque del Brembo, il Naviglio ospita una grossa ruota che un tempo serviva a portare acqua ai giardini della sovrastante Villa Castelbarco Albani a cui si accedeva, nei secoli scorsi, da questo punto, giungendo con il barcone e attraversando un romantico ponticello.

Villa Castelbarco Albani merita per la sua storia e la sua bellezza un‘attenzione particolare.
La Villa è immersa in una stupenda cornice naturale di ottocentomila metri quadrati di parco dove è ancora possibile scorgere cervi e daini in libertà.
L'inizio dell'insediamento è databile intorno al 1100 circa, periodo in cui, secondo alcuni studiosi in questa zona fu costruito dai frati Cistercensi un convento in seguito alla distruzione di quella che potrebbe essere definita la sede "centrale", risalente al secolo VII, presumibilmente situata dove oggi sorge la chiesa di San Colombano in Vaprio d'Adda. La struttura originaria sembra infatti essere assai semplice ed appartenere quindi ad una presenza monastica riconducibile alla tradizione austera promossa dai Discepoli di San Colombano (540 - 615), che diffondevano il messaggio del Santo Irlandese. L'architettura della Villa così come è ancora leggibile oggi, permette di individuare i vari corpi di fabbrica disposti attorno al cortile adiacente alla chiesa che, diviso da un duplice porticato, poteva essere il chiostro a volte doppio.
L'utilizzazione monastica dell'area continuò presumibilmente anche dopo la creazione della residenza nobiliare.

Nel '600 la residenza che "sorge aull'aprica altura di Monastirolo donde l'occhio s'allegra d'un ampio e magnifico prospetto" (Cesare Cantù), diviene una modesta casa di campagna detta "La Contessa".
Fu il Conte Giuseppe Simonetta, che entrò in possesso del complesso all'inizio del '700, a trasformare l'antico monastero in "Villa delle Delizie".
Risale a quell'epoca la ricostruzione della Chiesetta con campanile e la realizzazione dell'esedra, nonché la creazione del cortile di servizio. Lo stile interno della chiesa è prevalentemente barocco con buoni affreschi e stucchi alle pareti ed al soffitto; una profusione di marmi dei più svariati colori getta una nota gaia che piace e fa strano riscontro ai numerosi quadri di primitivi, tra i quali un'impressionante Crocefissione.
Nel mezzo della chiesuola riposano le ceneri del Conte Giuseppe Simonetta, fondatore della villa, assieme a quelle del pronipote Giuseppe Castelbarco.
La Villa passa alla proprietà dei Castelbarco quando l’ultima erede, Francesca Simonetta, sposa Cesare Castelbarco.
Con i Castelbarco la villa assunse il suo massimo splendore. Il Conte Cesare, amante delle belle arti e delle lettere, l'ampliò con saloni di rappresentanza, raddoppiò l'ala Sud (limonaia), edificò sulla spianata a lato del terrazzo due palazzine in stile impero adibite l'una a Museo, trasformata nella prima metà del '900 in bagno termale, l'altra a Teatro, e realizzò le Gallerie sotterranee.
Anche il parco di oltre 1200 pertiche ebbe le sue cure, intersecato da laghetti, da larghi viali fiancheggiati da statue, da tempietti, da fagianiere nel gusto romantico dell'epoca.
Le gallerie decorate, fatte scavare dal Conte Carlo Castelbarco negli anni 1835 - 1838 rappresentavano una delle grandi attrattive della Villa. Sono composte da parecchie sale prospicienti una vasta terrazza cha dà sul Naviglio e sull'Adda.
Risalgono alla prima metà dell'800 le stalle a Nord , denominate Arsenale, che ora ospitano l’elegante “Hotel Castelbarco”, il maneggio coperto e le scuderie, nonché le serre, la Fasanera , la Cascina Cartiera,  il viale dei Tigli  ed il viale che dal piazzale col Teatro ed il Museo conduce al cancello dei Leoni in Località Cascine San Pietro.
La Villa passa poi  ai Conti Quintavalle, dopo i Massimini che subentrarono ai Castelbarco, che rimangono proprietari della villa fino al 1975.
Attualmente la Villa è di proprietà di una società ed è famosa come location per mostre ed eventi.

Proseguendo, lungo la strada che costeggia la proprietà di Villa Castelbarco, si arriva a Concesa frazione di Trezzo sull’Adda.

Attraversando la passerella sul Fiume Adda, si arriva nel villaggio di Crespi d’Adda, patrimonio dell’UNESCO, in quanto testimonianza, unica in Italia, di archeologia industriale di villaggio industriale.
Per informazioni potete consultare il sito www.crespidadda.it oppure www.villaggiocrespi.it

Se, invece, si prosegue diritto si arriva nel comune di Trezzo sull’Adda, dove si possono osservare la Centrale Idroelettrica Taccani, il Castello Visconteo, la bella Chiesa Parrocchiale e le numerose testimonianze Longobarde.
Per maggiori informazioni potete consultare il sito del Comune di Trezzo sull’Adda
www.comune.trezzosulladda.mi.it

Agli appassionati della bicicletta, proponiamo anche un altro itinerario, un po’ più lungo, ma molto suggestivo, lungo il Naviglio Martesana, come i barconi di un tempo, verso Milano…
Un totale di 65 km per i più allenati, ma anche per chi pratica questo sport a livello amatoriale. La pista ciclabile è percorsa da famiglie in bicicletta e tranquilli passeggiatori, occorre quindi procedere sempre prudentemente e a velocità moderata.
Non presenta salite, ma qualche saliscendi con leggere pendenze.
Da Vaprio d’Adda, all’altezza del piccolo ponticello che scavalca il Naviglio, proprio sotto l’Hotel Ristorante Belvedere che era un tempo il “Porto di Vaprio” , si percorre tutta  la pista ciclabile che costeggia il Naviglio Martesana, passando per Cassano d’Adda in frazione Groppello, Inzago, Gorgonzola e Vimodrone fino a Milano, Via Padova, Via Idro, Via Emilio de Marchi in zona Greco e ritorno.

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